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L’Henry Ford del 2019 – Appunti di un giovane imprenditore

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“Il mattino ha l’oro in bocca”;

“Il capo entra sempre per primo ed esce sempre per ultimo”.

Le hanno dette anche a voi vero? Ecco, tutte scemenze. Io ad esempio, che ho sempre il picco di creatività dopo le 23, secondo questa teoria sarei destinato ad una vita di povertà e sacrificio. Tutte scemenze, appunto.

Già ed i motivi sono tanti, ma oggi voglio parlarne di due.

Il primo è semplicissimo: le 23 in Italia,

corrispondono ad esempio alle 7:00am della costa est della Cina.

Quindi lavorando ad esempio con un partner cinese, il nostro picco di funzioni cerebrali alle 23pm italiane sarebbe perfetto!

Il secondo è che potevano essere affermazioni vere all’epoca del buon Henry, ma sicuramente, non oggi. Già me lo immagino: non troppo felice si alzava di buon ora, faceva una bella passeggiata tra le postazioni della sua catena di montaggio, controllava che tutti i bulloni fossero al loro posto.. e quando così era: si partiva!

Quando tutto iniziava lui era lì, col suo bell ufficio sopraelevato in zona “olimpo”, pronto a supervisionare tutto e tutti. Chissà che noia.

Rimaneva lì per tutta la durata del suo processo produttivo. Fino all’ultimo usciere. E poi tornava a casa.

Ecco come si è formato il mito del capo che entra per primo ed esce per ultimo.

Ma torniamo nel 2019.

Siamo davanti ad un edificio tutto vetri, molto luminoso. Appena entriamo veniamo investiti dai colori che arrivano da ogni dove. Il ragazzo che ci accoglie, arriva scendendo da uno scivolo blu che finisce esattamente al centro della stanza. Non ci da del “lei” e non ha la cravatta. Anzi ha una t-shirt ed un paio di jeans. Mentre passeggiamo in quest’edificio vediamo un tavolo da Ping Pong e quattro tizi che mentre scherzano fanno due palleggi. Continuiamo a passeggiare e finalmente le vediamo! Le postazioni! Ecco, finalmente qualcosa di famigliare. Qualcosa simile ad una catena di m… no. Ci ricrediamo subito. I tavoli non hanno divisori e sopra c’è un po’ di tutto. Pc portatili, pc fissi, una Coca-Cola piena a metà e fiumi di post-it ovunque.

Mentre siamo ancora straniti, passa un tizio vestito da jogging con le AirPods nelle orecchie che saluta il nostro accompagnatore: “Matteo io per oggi ho finito. Stasera andiamo a vedere gli Avengers?”

“Si dai finisco i miei task e ci sono”.

Matteo, vedendoci visibilmente straniti,

sorride e ci spiega “John è il mio capo, lui ama fare jogging”.

No, non siamo dentro un azienda di cazzoni.

Siamo nel 2019 e siamo dentro la sede di Google: 136,81 Miliardi di dollari di fatturato all’anno. (Ferrari ne fattura 3,42 di Miliardi).

Un buon imprenditore deve presidiare costantemente il suo business, certo. Spesso quando ne incontriamo uno di successo è talmente ossessionato dal suo business che non parla d’altro.

Ma (il punto due) la catena di creazione del valore oggi non è, e non può essere, rinchiusa in quattro mura. Spesso le app ed il sito vengono gestite dall’India (+3:30), altre volte le materie prime arrivano dalla Cina (+6), mentre il mercato di destinazione e quindi tutto il team commerciale è a Baltimora (-6).

Quindi il punto è “il mattino ha l’oro in bocca”, ok ma precisamente, quale mattino?

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