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Le pere ed il piano B

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“Ho trovato un business pazzesco! Mi basterà fare “solo questo”… e farò un sacco di soldi!”

Ce lo abbiamo tutti l’amico perennemente entusiasta che ogni settimana ci dice una cosa così. E di solito è il più squattrinato di tutti. Oppure finisce in galera.

Già. Perché se vuoi fare “solo questo”, vai da un tabaccaio, spendi due euro per una schedina e prega tutti i santi che conosci.

Ah, non conosci santi?

Cattive notizie allora! Mi sa che anche oggi si diventa ricchi domani.

No, non è pessimismo: è la realtà.

E la realtà è bellissima proprio perché non è casuale.

È questione di domanda ed offerta. Sempre. O meglio, da circa 6000 anni.

Mi spiego: in un mondo nel quale solo tu vendi una mela, il prezzo di quella mela verrà deciso dall’acquirente in grado di pagartela di più. Tu potrai rilassarti e forse godere di un certo benessere per un po’ .

Se domani però entrasse nel mercato un pincopallino qualsiasi probabilmente ti starebbe poco simpatico ed il prezzo delle vostre due mele scenderebbe rispetto a prima, ma continuereste entrambi a fare una bella vita.

E cosa succederebbe se dopo domani entrassero infinite persone disposte a vendere mele? Già. Il prezzo della tua mela crollerebbe e a te toccherebbe fare un’attenta analisi dei costi per capire se conviene o meno restare nel mercato.

Ti do un suggerimento io: probabilmente no.

Dico probabilmente no, perché abbiamo una risorsa preziosissima ma ahimè limitata: il tempo. Meglio impiegarlo per fare qualcosa di più redditizio (piuttosto che vendere mele ormai uguali a tutte le altre).

Tipo? Tipo vendere le pere.

Già, perché in un mondo nel quale tutti vendono mele, se smetti di vendere mele ed inizi a vendere pere, allora probabilmente diventerai ricco. Per un po’.

Ma ahimè no, richiama il tuo amico: non te la sei ancora svangata. Succederà dopo poco che, essendo troppo semplice coltivare e vendere pere, il simpatico di turno inizierà anche lui a vendere pere… e a farti concorrenza.

E quindi che si fa? Il mio DNA siciliano suggerisce di eliminare uno ad uno tutti i concorrenti fino a rimanere gli unici sulla piazza. Ma da qualche anno la giurisprudenza non è così d’accordo con me.

Quindi? Quindi il piano B dev’essere quello di cercare di differenziare la tua offerta nel modo più difficile possibile. Hai letto bene: difficile.

Più difficile sarà e più tempo ci metteranno i competitor a raggiungerti.

La cattiva notizia è che il tuo amico probabilmente non diventerà mai ricco: non esiste nessun vantaggio competitivo che si tiri su in maniera “semplice”.

Ma nessuna paura! La buona invece è che se ti ritroverai ad imprecare, perché quello che stai facendo è noioso, difficile e complicato… beh devi essere felice:

Sei sulla strada giusta!

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